In E-commerce

La parola d’ordine per chi si approccia al web con l’intento di non limitarsi ad esporre la propria vetrina ma di favorire l’ingresso nel proprio negozio virtuale e, perchè no, agevolare le vendite on line è una sola: conversione.

Che, in fondo, qualcosa a che vedere con quella avvenuta sulla via di Damasco ce l’ha eccome.

Perchè quando si parla di E-commerce il concetto di conversione ha un significato intrinseco quasi rivoluzionario, nel senso che significa inizialmente il raggiungimento di un obiettivo nuovo, quello della trasformazione di un visitatore in cliente.

Ma procediamo con ordine. Perchè un conto è raccontare cos’è una conversione, altro è… praticarla.

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Che cosa è il tasso di conversione di un e-Commerce

Il tasso di conversione è un valore percentuale, un rapporto che sta ad indicarci quanto il nostro sito web, ed in particolare il nostro eCommerce, sia in grado di strizzare l’occhio ai visitatori al punto da trasformarli da semplici “passanti” a clienti.

Quello che accade on line, in fondo non è molto diverso da quanto si verifica nei negozi fisici.

Anche lì, chiaramente, c’è una vetrina attraverso la quale si richiama l’attenzione su ciò che si può trovare all’interno.

La vetrina costituisce in un certo qual modo l’home page del nostro sito, quella attraverso la quale raccontiamo chi siamo e cosa proponiamo.

A seconda del settore in cui operiamo e del targettraget a cui ci rivolgiamo, lo facciamo in maniera frizzante o istituzionale, con un tono di voce che sappia raccontare di noi ma anche raggiungere più facilmente il destinatario dei nostri messaggi.

Se funziona la nostra vetrina, se, cioè, si rivela attraente, è probabile che il nostro visitatore varchi la soglia di ingresso, mostrando dunque attenzione per i nostri prodotti.

Ed è proprio questo il momento in cui inizia il processo di conversione, quello  che può portare il nostro visitatore a trasformarsi in cliente.

Come si calcola il tasso di conversione di un e-Commerce

Banalmente, dunque, il tasso di conversione di un e-Commerce si ottiene dividendo gli ordini per il numero di visite effettuate per poi moltiplicare per 100 il risultato ottenuto.

Eccolo il dato percentuale della nostra conversione che, naturalmente, varia di esperienza in esperienza ed è anche strettamente correlato al segmento in cui la nostra azienda si colloca.

Cosa significa? Che se con il nostro e-Commerceemrce vendiamo prodotti che si trovano in una fascia di prezzo basso, il nostro tasso di conversione sarà decisamente più alto rispetto a quello che registrerà un’azienda che si trova ad operare in un segmento più alto.

Come ottimizzare il tasso di conversione

Naturalmente aumentare ed ottimizzare il tasso di conversione resta l’obiettivo primario di chi gestisce un e-Commerce.

Per farlo, occorre innanzitutto seguire le istruzioni fornite da Google Analytics che aiuta ad orientarsi e a sollecitare azioni dirette soprattutto ad aumentare il tempo di permanenza on page e, dunque, a ridurre la frequenza di rimbalzo.

Ma, naturalmente, per avere maggiori chance di vendita è opportuno agire anche sulle singole schede prodotto, per renderle più accattivanti ed in grado di agire sul mindset di chi intendiamo convertire.

Per non rischiare di far uscire immediatamente il nostro visitatore dal nostro e-Commerce assicuriamoci, dunque, che:

1) La scheda prodotto abbia un copy coerente e che sia privo di errori

2) All’interno della scheda prodotto sia inserita un call to action accattivante

3) Il caricamento della pagina avvenga in maniera rapida

4)  Il carrello sia di facile intuizione e gestione

5)  Al termine dell’azione siano previsti spot relativi a prodotti correlati a quello appena acquistato.

Il remarketing come strumento per aumentare le conversioni

La strategia più efficace per aumentare il tasso di conversione di un e-Commerce resta quella del remarketing, che fornisce ottimi risultati in termini di recupero di acquisti rimasti in sospeso e di “sensibilizzazione” di utenti che hanno già dimostrato interesse ed interazione con i nostri prodotti ma che per motivi diversi hanno poi cambiato idea.

Agire su di loro, riproponendo magari carrelli lasciati in sospeso e applicando tecniche di neuromarketing  che si sviluppano attraverso il coinvolgimento sia dei social network che del Sem, è sicuramente una delle migliori strade per innalzare le percentuali di conversione in quanto si va ad intervenire su share of minds già opportunamente predisposte all’interazione con i nostri prodotti.

Converti e guadagna

In conclusione, appare evidente come non possa esserci un e-Commerce efficace senza una precisa strategia di conversione. Perchè sarà pur vero che l’immagine è importante, che un e-Commerce ben strutturato sia più attraente di uno un po’ sciatto, che il lavoro di SEO svolto sull’e-Commerce favorirà il posizionamento e, dunque, la visibilità del nostro negozio on line: ma tutto questo rischia di diventare inutile se non si tradurrà in acquisti da parte dei visitatori/clienti. Che vuol dire maggior fatturato e maggiori incassi. Vale a dire l’obiettivo di ogni venditore.

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