In Gestione aziendale

Che cos’è un ERP

Le caratteristiche di un sistema ERP e gli ambiti d’uso

Ad oggi, una delle integrazioni più frequentemente richieste dai nostri clienti, è quella di collegare il proprio ERP o il proprio gestionale, con altre piattaforme, o software, normalmente in uso in azienda. Per fare un esempio pratico, spessissimo ci viene chiesto di impostare Semplisio per connettere l’ERP con il modulo e-commerce o il CRM.

Pertanto, può essere utile una veloce panoramica sulle caratteristiche e gli ambiti d’uso di un sistema ERP, considerando che ce ne sono diversi tipi in commercio, dai semplici gestionali alle realtà più sistemiche e complesse.

Tendenzialmente, i software ERP più complessi, pensati per le grandi aziende, sono a loro volta prodotti dalle big tech (Sap, Oracle, etc.), mentre le versioni gestionali con funzionalità più mirate/ridotte, pensate per le aziende di dimensioni più contenute, sono prodotte anche a livello locale da moltissime aziende informatiche italiane medie e piccole, con le quali spesso ci capita di collaborare.

(Ciò non esclude che anche le grandi si stiano avventurando nel mercato delle PMI con alcuni prodotti appositamente pensati per loro, come avremo modo di vedere quando li metteremo in comparazione). 

Cosa significa ERP

ERP è l’acronimo di Enterprise Resource Planning, pianificazione delle risorse d’impresa.
L’ERP è un sistema di gestione multi-software, che ha il compito di integrare ed ottimizzare tutti i processi di business fondamentali per di un’azienda (vendite, acquisti, gestione magazzino, contabilità ecc.).

In un mercato sempre più globale, dove il costo del valore aggiunto (composto da lavoro e organizzazione) è percentualmente sempre più importante, le aziende devono necessariamente dotarsi di un’organizzazione interfunzionale, che ponga al primo posto l’efficienza e la competitività nella gestione integrata dei processi, eliminando sprechi ed errori

Per arrivare a questo tipo di gestione, è indispensabile che i dati e le informazioni siano condivisibili velocemente, in sicurezza e senza errori, all’interno dell’azienda (ma anche, se necessario, all’esterno), e pertanto è indispensabile una completa integrazione gestionale, assicurata proprio da un sistema ERP.

La logica che sta alla base di un qualsiasi sistema ERP è, infatti, la raccolta centralizzata dei dati che provengono da tutti i dipartimenti aziendali, al fine di venire organizzati in un repository strutturato e sicuro. 

Tutte le informazioni sono così raccolte in un database condiviso, aggiornate in tempo reale, immediatamente disponibili ed elaborabili nei diversi processi aziendali.

La relazionalità del database conferisce all’azienda una potenza elaborativa quasi illimitata.

Il sistema ERP è quindi un sistema modulare dove ogni modulo rappresenta una funzione specifica dell’azienda, e allo stesso tempo aperto, in quanto deve essere anche in grado di interfacciarsi con sistemi diversi ed eterogenei tra di loro.

 

L’evoluzione degli ERP

A partire dal 2000, anche in conseguenza a una progressiva riduzione dei costi dell’ICT, le aziende hanno iniziato a sostituire i vecchi “programmi dipartimentali” (software per gestire il solo magazzino, la sola amministrazione, ecc.), prima con sistemi gestionali (il cosiddetto “software gestionale” o “software di gestione aziendale”), e poi con gli ERP, sistemi integrati innovativi che consentivano di amministrare in modo sinergico tutti i processi aziendali.

Gli ERP, nati inizialmente come programmi per la gestione dei processi dell’area logistico-produttiva, sono quindi diventati gradualmente sistemi integrati e modulari, in grado di coprire tutte le aree che possono essere automatizzate all’interno di un’azienda (acquisti, progettazione, produzione, magazzini, vendite, spedizioni, contabilità, servizi di assistenza, gestione finanziaria, controllo di gestione, etc.), permettendo così agli utilizzatori di operare in un contesto unico e uniforme, indipendentemente dall’area applicativa.

In seguito, gli ERP 2, detti estesi (“Extended ERP”) o di seconda generazione, sono stati dotati di nuove funzioni che consentono di dialogare in tempo reale con la propria filiera produttiva o commerciale, creando nuovi modelli di gestione d’impresa basati sul concetto di azienda come sistema aperto e profondamente integrato con il mondo esterno.

In questi ultimi 20 anni, si è inoltre assistito alla crescita, in ambito nazionale, di software ERP tutti italiani che si stanno imponendo per la loro intuitività nell’uso e per alcuni innegabili vantaggi, come la gestione completa degli adempimenti contabili e fiscali nel quadro della normativa italiana, spesso più complessa di quella di altri paesi.

Inoltre questi software si calano in maniera più precisa nel modus operandi locale, con modelli e processi molto più vicini alle procedure delle imprese italiane che li hanno adottati.

I vantaggi di un sistema ERP

Per iniziare ad orientarsi tra le numerose proposte presenti sul mercato, occorre comunque tenere presente che un sistema ERP deve avere tre caratteristiche essenziali:

  • Massima flessibilità di utilizzo
  • Ottima capacità di automatizzazione dei flussi aziendali
  • Disponibilità delle informazioni in tempo reale

 

Inoltre, non meno importante, dal un punto di vista più strutturale, il sistema deve essere in grado di adattarsi agli eventuali cambiamenti organizzativi, che possono verificarsi nel tempo in qualsiasi tipo di azienda. 

Di solito, un’azienda sceglie di passare dall’uso di un software gestionale ad un sistema ERP a seguito di eventi interni determinanti, o per scelta strategica.

Per fare alcuni esempi: problemi nella gestione del business, una disordinata o addirittura mancante organizzazione dei flussi aziendali, l’introduzione di produzioni molto complesse che comportano la gestione di numerosi materiali o molteplici fasi lavorative. Oppure cause “politiche”, come una fusione o l’acquisizione di nuovi rami aziendali. 

Quando, invece, il cambiamento è determinato da una scelta strategica, questa solitamente avviene a seguito di un processo di ristrutturazione organizzativa, alla base della quale c’è l’ottimizzazione dei processi.

 In ogni caso, implementare un sistema gestionale ERP molto mirato sulle esigenze aziendali, apporta sicuramente numerosi vantaggi.

 

  • Miglioramento dell’efficienza operativa, con conseguente riduzione dei costi e un aumento del controllo sulla gestione aziendale.
  • Maggiore funzionalità nei flussi aziendali di processo: ogni attività viene progettata per rendere minimo il numero di operazioni da fare, nonché la loro durata.
  • Abbassamento del tasso di rischio: con una maggiore integrità dei dati, si ottiene un margine di rischio molto più basso.
  • Miglioramento dell’efficienza del management aziendale: disporre, in tempo reale, in modo completo e facilmente accessibile di tutti i dati e le informazioni, permette alla dirigenza di migliorare la pianificazione delle strategie per perseguire gli obiettivi di business.
  • Maggiore condivisione tra utenti dei dati relativi ai processi operativi: un sistema condiviso e sicuro, permette agli utenti di accedere alle informazioni che servono per le operazioni quotidiane (contratti, preventivi, ordini, giacenze, etc.) con risparmio di tempo, maggiore soddisfazione e indipendenza nel portare a termine la propria attività.
  • Uniformità dei dati: per le aziende con più sedi operative, o per le multinazionali, avere un sistema unico ed integrato permette una gestione delle informazioni unificata e medesima per tutte le sedi.
  • Riduzione dei costi operativi: il miglioramento dell’efficienza gestionale porta alla definizione di processi aziendali più mirati, definiti e veloci, con relativi risparmi di tempo e costi.
  • Miglioramento nella gestione delle risorse umane: il personale viene inserito nei vari reparti e può essere dedicato a più mansioni; inoltre può essere valutato sulla base di risultati certi e misurabili.
Recommended Posts
Scrivici
Hai bisogno di aiuto?
Ciao, come possiamo aiutarti?