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Che cos’è la APIs Economy

In occasione del rilascio della nuova release 1.5, abbiamo deciso di esporre le API di Semplisio, con lo scopo di consentire a clienti e partner di impostare in autonomia le interazioni con il nostro software.
Questa scelta ci permette anche di ovviare ai limiti di piattaforme che non offrono webhook (vale a dire le notifiche che partono in tempo reale, al verificarsi di un evento, senza attendere la sincronizzazione delle piattaforme coinvolte nell’evento stesso) e diminuire i tempi di interconnessione dei software dei nostri partner.

 

Si è trattato di una decisione abbastanza ovvia, considerando il trend degli ultimi anni: nel mondo odierno di interconnettività in continua espansione, le API (Application Programming Interfaces) risultano essere strumenti importanti per fornire l’accesso ai dati e alle funzionalità. Le società utilizzano sempre più frequentemente le API, per raggruppare i partner di un ecosistema e mettere a disposizione nuove fonti di valore.

Per sfruttare i vantaggi di queste funzionalità, le aziende devono comprendere le forze in gioco nell’utilizzo delle API, così come i potenziali modelli di business e le strategie di monetizzazione che le API contribuiscono a creare

Di fatto, le aziende, grandi e piccole, che vogliono proseguire il proprio cammino nella digital transformation, dovranno guardare alle API non solo come a strumenti tecnici, ma anche come fonti di valore strategico nell’odierna economia digitale: è tempo di API’s Economy. 

APIs Economy: come sta evolvendo

API Economy: Is It The Next Big Thing? si chiedeva Forbes a gennaio 2020 (appena prima dello scoppio della Pandemia di Covid 19), elencando le manovre di una serie di big company, che si muovevano in direzione del paradigma delle Open APIs

Questa scelta è stata determinata, secondo Forbes, dalla crescita costante del cloud computing, che ha portato ad una sempre più pressante necessità di integration, interconnessione tra le app: “The secular growth in cloud computing, […] has led to the need for integration. Just look at the Uber app. A large part of the underlying technology is not even created by the company—but is instead called from APIs!

Augusto “Aghi” Marietti, CEO di Kong, la piattaforma di gestione delle API italiana, valutata oggi 1,4 miliardi di dollari, chiosa: APIs enable companies to more easily build products and services that would otherwise take too long to build, developers can use these APIs to more easily access business-critical information and focus on other priorities instead.”

Oggi possiamo quindi affermare che il mondo si trovi in piena API Economy: banche, retail, utilities, trasporti, persino le pubbliche amministrazioni sviluppano la propria offerta di prodotti e servizi attraverso le API. Ma che cosa si intende esattamente con API Economy, che cos’è il paradigma Open API e perché si sta affermando in modo così forte?

 

Dalle Web API alla API Economy

Forbes ha coniato anni fa la felicissima definizione per cui le API sono the digital glue, che di fatto anticipava ciò che oggi è assiomatico: le interfacce di programmazione delle applicazioni sono ormai diventate centrali nella quasi totalità dei processi digitali.

Le API, strumento informatico con una lunga storia – risalente addirittura a prima del Web – si sono affermate nell’ultimo decennio come strumento chiave per rispondere alle due grandi forze che caratterizzano la quarta rivoluzione industriale: la trasformazione digitale e l’omnicanalità.

La caratteristica fondamentale al centro della quarta rivoluzione industriale è proprio ciò a cui rispondono le API: l’interconnessione

Questa capacità di combinare, aggregare, elaborare, conservare ed offrire in modo sempre nuovo dati, prodotti, servizi, informazioni in passato totalmente separate tra loro, cambia radicalmente il mercato in cui le imprese operano ed, in ultima analisi, tutta la nostra vita.

Pensiamo, ad esempio, ad un device come il telefono. Fino ai primi anni del 2000, serviva solo a telefonare (e a poco altro, come i messaggi). Oggi, sui nostri smartphone, abbiamo un’app per qualsiasi cosa: condividere foto, ordinare una cena delivery, prenotare un taxi, seguire le news in tempo reale, fare il check-in per un viaggio in aereo e mille altre funzionalità.

Ebbene, tutto questo è possibile grazie alle API.

 

 

Diventare parte dell’API Economy

Le API consentono alle aziende di aprire i sistemi IT delle aziende verso il business web, integrando i tradizionali modelli di business e rendendo possibile accedere (grazie, come abbiamo già detto, alla crescente diffusione del Cloud e del mobile) a servizi sempre più innovativi in una molteplicità di settori.

Società come Amazon, eBay, Facebook, Twitter, sono state in grado di rendere pervasivi i loro servizi proprio grazie alle API. Pensiamo anche a come le API abbiano permesso a Google e Apple di ampliare enormemente i propri canali di distribuzione, trasformandosi in marketplace che hanno fatto esplodere il mercato delle app a livello mondiale. 

Pertanto, grazie alle API, le aziende acquisiscono una nuova capacità di connettersi ai propri clienti, espandendo i propri canali, innovando la propria offerta e migliorando l’engagement.

 

Le API come prodotto di business

Grazie a diffusione e standardizzazione, le API diventano un elemento centrale dell’offerta delle aziende. Per questo si parla oggi di “API as a Product” (AaaP), l’API come vero e proprio prodotto per il business: è infatti l’API stessa a contenere il cuore del valore che l’azienda fornisce ai propri utenti, mentre il canale digitale diventa semplicemente un veicolo, lo spazio in cui avviene la relazione tra azienda e clienti. La stessa informazione può quindi essere esposta su molteplici canali, moltiplicando il suo valore e rendendo effettiva una strategia di omnicanalità.

Diventa fondamentale, dunque, per le aziende organizzare e governare le proprie API come un vero e proprio catalogo prodotti, a partire dal quale costruire le proprie offerte di business. Nascono così le API platform, layer di accesso omnicanale che consentono di connettere i sistemi informativi di un’organizzazione al mondo esterno.
Attraverso la propria API Platform ogni azienda può sviluppare il proprio ecosistema di API, distinguendo anche i differenti livelli di accesso: da API esclusivamente interne, utilizzate per la connessione tra applicativi dell’azienda, ad API protette – riservate ad esempio a determinati partner – fino ad arrivare alle API pubbliche, intorno a cui è nato il modello Open API.

 

Open API: i vantaggi per l’API Economy

Per un’organizzazione, sviluppare determinate API seguendo linee guida standard così da renderle disponibili a livello pubblico, può consentire di raggiungere diversi benefici di business. I vantaggi vanno dall’espansione delle partnership alla facilitazione dei processi open innovation – l’attività di innovazione e sviluppo in collaborazione con parti terze – fino, ovviamente, alla monetizzazione dei dati attraverso l’offerta di API a pagamento.

Per ottenere il successo nell’API economy, è necessario comprendere le forze in gioco, i nuovi modelli di business API e le strategie di monetizzazione che l’API economy è in grado di realizzare.

Per differenziare la propria attività, è necessario creare funzionalità digitali per gli utenti finali ed esperienze API in grado di mettere in risalto le caratteristiche individuali agli occhi degli sviluppatori e delle organizzazioni che supportano.

L’Open Banking

L’importanza degli ecosistemi di API pubbliche per l’innovazione e lo sviluppo dell’economia è tale da essere diventata anche un obiettivo delle istituzioni: la recente introduzione della normativa europea PSD2, ad esempio, ha dato una fondamentale spinta in questo senso all’Open Banking, l’applicazione del modello Open API al mercato bancario. 

In questo settore, l’Open Banking e le API negli ultimi due anni hanno reso possibile la diffusione degli strumenti di instant payment, i prestiti peer-to-peer e l’automazione del credit scoring: anche grazie a ciò, l’ecosistema fintech in Europa è oggi uno dei più evoluti e in rapida espansione, con un valore stimato di oltre 150 miliardi di euro complessivi.

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